La riforma europea sui diritti dei passeggeri ha chiarito molti aspetti relativi al bagaglio a mano, ma resta una domanda cruciale: in quali casi la compagnia può imporre l’imbarco del bagaglio in stiva, anche se il passeggero ha diritto al bagaglio in cabina?
La risposta non è sempre intuitiva, perché dipende da un equilibrio tra diritti del passeggero, sicurezza e limiti fisici dell’aeromobile.
Le situazioni in cui la compagnia può imporre l’imbarco in stiva
1. Motivi di sicurezza (safety)
È la ragione più forte e non contestabile.
La compagnia può obbligare a imbarcare il bagaglio quando:
- il bagaglio contiene oggetti vietati in cabina (liquidi oltre 100 ml, oggetti taglienti, sostanze infiammabili) secondo le norme UE sulla sicurezza aeroportuale ;
- il bagaglio supera i limiti di peso che potrebbero compromettere la sicurezza durante il volo;
- il personale di sicurezza rileva anomalie durante i controlli.
In questi casi, il passeggero non può opporsi.
2. Mancanza di spazio nelle cappelliere (motivi operativi)
È la situazione più frequente.
Anche se il passeggero ha diritto al bagaglio a mano gratuito, la compagnia può imporre l’imbarco in stiva quando:
- l’aereo è pieno e le cappelliere sono sature;
- il volo è operato con aeromobili più piccoli (es. ATR, Embraer, regionali);
- il bagaglio, pur entro le misure, ha una forma che rende difficile il posizionamento in cappelliera.
In questo caso, l’imbarco deve essere gratuito e il passeggero non deve pagare alcun supplemento.
3. Bagaglio non conforme alle dimensioni o al peso
Le nuove regole UE puntano a uniformare le dimensioni del bagaglio a mano, ma le compagnie mantengono la possibilità di:
- verificare peso e misure al gate;
- imporre l’imbarco in stiva se il bagaglio supera i limiti.
Secondo le linee guida UE, il bagaglio a mano standard dovrebbe avere dimensioni complessive intorno ai 100 cm e peso fino a 7 kg, ma le compagnie possono applicare limiti leggermente diversi finché la riforma non diventa definitiva .
Se il bagaglio è fuori misura, la compagnia può applicare un supplemento.
4. Politiche commerciali delle compagnie (entro i limiti UE)
Alcune compagnie distinguono tra:
- oggetto personale (sempre gratuito);
- bagaglio a mano piccolo (gratuito);
- trolley da cappelliera (a pagamento).
Secondo Il Sole 24 Ore, i ministri UE hanno chiarito che solo il bagaglio piccolo sotto il sedile è garantito come gratuito, mentre il trolley fino a 10 kg può essere soggetto a tariffa, finché la riforma non viene approvata definitivamente .
Questo significa che, in attesa della riforma finale, il trolley può essere a pagamento e la compagnia può imporre l’imbarco in stiva se il passeggero non ha acquistato la tariffa che lo include.
Quando la compagnia NON può obbligarti a imbarcare il bagaglio
1. Se il bagaglio è un oggetto personale conforme
Lo zaino o la borsa che entra sotto il sedile non può mai essere imposto in stiva.
È un diritto garantito e non soggetto a supplementi.
2. Se il bagaglio rispetta le misure e c’è spazio in cappelliera
In assenza di motivi di sicurezza o saturazione, la compagnia non può imporre l’imbarco.
3. Se la compagnia usa la pratica per vendere servizi aggiuntivi
La Commissione UE ha dichiarato illegittime le pratiche commerciali aggressive che mirano a:
- far pagare supplementi ingiustificati;
- imporre l’imbarco per vendere priorità o upgrade.
Cosa deve fare il passeggero se ritiene l’imposizione illegittima
- Fotografare il bagaglio nelle misure ufficiali.
- Chiedere al personale di indicare per iscritto il motivo dell’imbarco forzato.
- Conservare la carta d’imbarco e l’etichetta bagaglio.
- Presentare reclamo alla compagnia entro 30 giorni.
- In caso di danni o ritardi nella riconsegna, richiedere risarcimento secondo la Convenzione di Montreal.
Conclusione
Una compagnia può obbligare a imbarcare il bagaglio in stiva solo per motivi di sicurezza, mancanza di spazio o non conformità del bagaglio. Non può farlo per ragioni commerciali o per vendere servizi aggiuntivi. Conoscere questi limiti permette al viaggiatore di riconoscere quando la richiesta è legittima e quando, invece, può essere contestata.
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